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SCHEDA COLPOSCOPICA
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La scheda colposcopica nasce dalla
classificazione colposcopica e descrive in maniera
più particolareggiata l'esame colposcopico. Qui è
riportato un esempio di scheda colposcopica basata
sulla terminologia della
classificazione colposcopica
internazionale IFCPC del 2002,
con qualche riferimento alla
classificazione colposcopica
internazionale di Roma del 1990
,ancora in parte in uso, e
con l'aggiunta di altri particolari colposcopici. La
refertazione di un esame colposcopico si basa sulla
valutazione morfologica - dinamica della lesione
utilizzando un
grading colposcopico.
La sua analisi viene infine
condensata in quella parte della scheda colposcopica di
maggiore importanza: la relazione. Essa deve essere
chiara ed esplicita, dare delle precise indicazioni e
consigli, ed a mio avviso rappresenta la parte più
importante dell'esame. |
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SCHEDA
COLPOSCOPICA |
| Al Chiar.mo Dott.
Prof.:
Data |
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Sig.ra:
In:
Professione: |
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Età: Menarca: Cicli
succ.:
UM: |
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Contraccezione:
Parti: Aborti: |
| Anamnesi: |
| Ultimo pap
test e\o colposcopia: |
| Inviata per: |
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Giunzione
squamocolonnare |
Epitelio |
Test di Schiller
(Lugol) |
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A
visualizzata A
non visualizzata |
A
trofico |
A captante
A
non captante |
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A
esocervicale
A
endocervicale |
A
atrofico |
A
captazione disomogenea |
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A
Ectopia A Ectropion
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Bordi |
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A
a piccoli acini |
A
sino ad 1\3 |
A
bordi netti |
A
bordi sfumati |
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A a
medi acini |
A
sino a 2\3 |
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A
polipoide |
A
oltre 2\3 |
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Zona di trasformazione
normale (TN) |
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A
completa |
A
iodoscura |
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A
incompleta |
A
iodochiara |
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A
esiti ghiandolari aperti (sbocchi) |
A
esiti ghiandolari chiusi ( naboth ) |
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A
esiti vascolari |
A
esiti di
terapia fisica |
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Zona di trasformazione
anormale di grado 1 (TA1 o G1) |
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A
epitelio aceto-bianco sottile |
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A
epitelio aceto-bianco sottile micropapillare
microconvoluto |
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A
mosaico regolare |
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A
puntato regolare |
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A
area parzialmente iodocaptante |
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Zona di trasformazione
anormale di grado 2 (TA2 o G2) |
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A
epitelio aceto-bianco ispessito |
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A
epitelio aceto-bianco ispessito
micropapillare microconvoluto |
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A
mosaico irregolare |
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A
puntato irregolare |
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A
vasi atipici |
|
A
sbocchi ghiandolari ispessiti |
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Lesione
visualizzata : |
A
interamente A
parzialmente A
non
visualizzata |
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Reperti colposcopici
misti |
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A
colpite |
A
endocervicite |
A
herpes |
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A
polipo
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A
erosione |
A
esiti di terapia fisica |
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A
cheratosi |
A DesLike |
A endometriosi |
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A
leucoplachia |
A
deciduosi |
A
adenosi |
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A
area iodochiara acetomuta |
A
superfice micropapillare non acidofila |
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A
epitelio ghiandolare intensamente
acidofilo |
A
trasformazione
congenita |
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Condilomatosi |
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A
microflorida |
A
mosaiciforme |
A
epitelio bianco
a spruzzo di calce |
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A
florida |
A a
punti bianchi |
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A
leucoplasiforme |
A
mista |
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Quadro colposcopico
insoddisfacente per: |
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A
giunzione non visibile |
A
cervice non visibile |
A
atrofia intensa |
A flogosi
intensa |
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Si esegue citologia:
A
esocervicale A
endocervicale |
A
TEST KOH A
positivo A
negativo |
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Si esegue biopsia mirata portio
ore: |
A
Si esegue
ricerca HPV-DNA |
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Relazione: |
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Si
consiglia: |
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VACCARO
F. 2004 |
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Parte
integrante della scheda colposcopica è la descrizione
vulvoscopica, con una sezione della scheda colposcopica
dedicata alla descrizione della vulva, introito vaginale
e perineo:
SCHEDA VULVOSCOPICA,
e dove necessario la descrizione dei genitali maschili
con la SCHEDA PENOSCOPICA. |

STORIA DELLA
COLPOSCOPIA |
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Lo storico inizio della colposcopia si
data tra il 1922-25, anni in cui il Dott. Hans Hinselmann di
Amburgo
ideò
il primo colposcopio derivandolo
da un microscopio dissettore della Leitz. Hinselmann nasce a Neumünster,
Holstein, in Germania nel 1884 e studia a Kiel dove si laurea in
medicina nel 1908. All'età di 41 anni riceve l' incarico di
direttore della Clinica ostetrica e ginecologica dell'ospedale
di Altona nei pressi di Amburgo dove rimane sino alla fine della
sua carriera. Poco si sa degli ultimi anni della sua vita,
adombrati dalla condanna della corte di Amburgo dopo il processo
di Norimberga per crimini di
guerra riguardo sperimentazioni sulla sterilizzazione di
prigionieri di guerra (sentenza n. 10 del 7\12\46). Per le molteplici attestazioni di stima
umana e professionale, da parte di tutti i famosi studiosi del
campo che intrattennero relazioni con Hinselmann, poco vi è da
credere sulla veridicità di tali accuse. Probabilmente fu
coinvolto nella generale sconfitta della Germania nazista. Muore
all'età di 75 anni il 18 aprile del 1959. La sua clinica di
Altona, oggi non più esistente, fu meta di numerosi medici che
furono affascinati dalla nuova tecnica diagnostica; in
particolare rapporti di grande collaborazione furono intrapresi
con colleghi sudamericani. A. Jackob, illustre ginecologo
argentino nel 1932 si reca da Hinselmann ed al suo ritorno pone
il seme per lo sviluppo di tale metodica nel suo paese. Di
quest'ultimo ricordiamo un prestigioso lavoro: " El cancer
preinvasor de cuello uterino". L'intento di Hinselmann era
quello di osservare meglio la morfologia della cervice uterina
per effettuare una diagnosi precoce del cervicocarcinoma,
giustamente convinto della presenza di lesioni, non visibili ad
occhio nudo, "matrici" di neoplasie. In quegli anni l'attenzione
di molti studiosi era rivolta alla leucoplachia della cervice
(lesione cervicale con epitelio bianco,spesso,ipercheratosico
visibile senza l'ausilio dell'acido acetico). Nel 1907 von
Franquè, che fu maestro di Hinselmann, descrisse sei casi di
leucoplachia di cui quattro esitati in cancro cervicale; lo
stesso Hinselmann nel 1927 pubblicò di due casi di leucoplachia,
che istologicamente erano cancri invasivi. Da
queste prime osservazioni Hinselmann dedusse che ".. non si
conoscono casi di leucoplachia che non siano esitati in
cancro...". Per molti anni la leucoplachia fu considerata,
erroneamente, "generatrice" di cervicocarcinoma. Solo
successivamente lo stesso Hinselmann ed ancor meglio il suo
allievo Dietel H., in una pubblicazione del 1955, videro che la
leucoplachia non necessariamente conduceva al cancro. Oggi è
noto che il termine leucoplachia non è necessariamente legato al
cancro cervicale, identificandosi spesso in difetti di
maturazione senza atipie (acantosi) e con ipercheratosi
(corneificazione epiteliale in assenza di nuclei) e\o
paracheratosi (ritenzione di nuclei picnotici nello strato
corneo). Fu così che, dopo attente osservazioni,
Hinselmann descrisse diverse tipologie di leucoplachie che
catalogò in classi, in rapporto alla morfologia istologica ed il
potenziale neoplastico dividendole in cinque classi (da
historya de la colposcopia della Dra M. B. Soza).
Queste cinque varietà istologiche di leucoplachie, andavano da
quadri di epitelio con corneificazione atipica (lesioni minime)
ai quadri di epitelio "carcinoide" che coinvolge profondamente
tutti gli strati cellulari (attuale carcinoma in situ o
microinvasivo). Osservando le leucoplachie e le ipercheratosi
cervicali Hinselmann notò che asportando lo strato cheratinico
superficiale potevano essere identificate ulteriori immagini
colposcopiche come la punteggiatura,
puntato o grund ed il mosaico, selciato o felderung. Tale immagini furono
interpretate come superficializzazione degli strati più
profondi della leucoplachia, in considerazione che si
osservavano asportando lo spesso strato cheratinico della
leucoplachia; infatti, proprio per questa convinzione vennero
denominate come immagini di base (che sottostavano alla
leucoplachia), riferendo al puntato proprio il termine " base di
leucoplachia ". Si trattava, in effetti, di papille
connettivo-vascolari più o meno ipertrofiche originate dallo
stroma sottostante lo stato leucoplasico che si presentavano
come immagini di puntato o mosaico. Le aree di leucoplachia, base di leucoplachia, e
mosaico furono identificate da Hinselmann come aree matrici o
generatrici e precursori di neoplasie cervicali (vedi
prime classificazioni di Hinselmann). In
considerazione che le immagini di puntato e mosaico sono
visibili anche in assenza di leucoplachia, oggi il termine "immagini di base" è
stato abbandonato, anche se è importante ricordare che le
immagini matrici di Hinselmann sono state inizialmente riferite
alla diretta osservazione del disegno stromale e vascolare posto
sotto la leucoplachia. Quindi la leucoplachia, il mosaico
ed il puntato furono definita da Hinselmann come aree
generatrici o matrici di carcinoma. Il termine di area matrice
fù sostituito in seguito dalla dicitura "trasformazione
atipica" , "trasformazione insolita",oggi "trasformazione
anormale".
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Uso
dell'acido acetico. Già dalle
prime osservazioni colposcopiche, Hinselmann notò che
applicando sulla cervice una soluzione di acido acetico
al 3% (dopo aver testato altre soluzioni) gli epiteli
"patologici" reagivano con tale sostanza mettendosi in
risalto. L'acido acetico, già utilizzato agli inizi
dell'ottocento per irrigazioni vaginali,oggi si utilizza
generalmente in diluizioni al 5%. La sua azione si
esplica attraverso diversi meccanismi,solo in parte noti: fa precipitare,
in maniera reversibile, le proteine del muco cervicale,
favorendone la rimozione, e le proteine intracellulari
(citocheratine); causa una transitoria vasocostrizione
ed edema che evidenziano ed esaltano la morfologia
epiteliale e le sue lesioni.
Lo scopo della colposcopia
fu sin dall'inizio ed è tuttora, di correlare la
morfologia della lesione con il corrispettivo quadro
istologico con il fine di attuare una vera e propria
diagnosi precoce delle lesioni precancerose e dei
carcinomi preclinici.
Al fine di utilizzare un linguaggio
comune per descrivere le immagini colposcopiche,
si pose la necessità di formulare una classificazione
delle lesioni colposcopiche, cosa laboriosa per motivi
linguistici, e scientifici; infatti le
classificazioni
colposcopiche succedutesi negli anni sono state
moltissime. Queste variazioni terminologiche, spesso
necessarie, hanno però creato qualche difficoltà
comunicativa. L'ultima classificazione è quella
redatta dall' IFCPC (International Federation for
Cervical Pathology and Colposcopy) e presentata al
congresso mondiale tenutosi a Barcellona nel 2002 che ha
sostituito la classificazione del 1990 presentata al congresso
mondiale tenutosi a Roma. In un articolo riguardante la
classificazione del 2001, Stalf e Wilbanks hanno scritto che:"....
nessuna terminologia è perfetta, nessuna terminologia è
definitiva." infatti già sono in
atto fermenti che apporteranno ulteriori modificazioni.
Nell'opuscolo della Società Italiana di Colposcopia e Patologia
Cervicovaginale riguardante le linee per la gestione del pap
test anormale si sottolinea come le linee guida sono da rivedere
periodicamente, aggiornandole sia in base ad eventuali direttive
istituzionali che ai dati della letteratura nazionale e
internazionale, sia alla validazione (validità e
riproducibilità) delle esperienze nazionali e internazionali in
corso; inoltre è necessario garantire un utilizzo flessibile
delle Linee Guida. Queste considerazioni sono applicabili a
tutte le linee guida, anche se ritengo che un eccesso di
trasformismo, e perdonatemi se affermo a volte futile, non sia
di giovamento. A conferma di ciò la difficoltà del reperimento
delle classificazioni storiche colposcopiche che a furia di
essere riportate (spesso i vecchi lavori originali non sono
reperibili) sono state talora distorte. Si tenga conto che ogni
nazione ha poi elaborato proprie classificazioni che si sono
miscelate a quelle internazionali. Pertanto aldilà della
classificazione, risulta evidente come la sezione più
significativa dell'esame colposcopico rimane la relazione e le
sue direttive che suppliscono i dubbi delle interpretazioni
terminologiche. |
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Tab.4
Classificazione colposcopica internazionale Roma
1990 |
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REPERTI COLPOSCOPICI NORMALI |
- Epitelio pavimentoso originario
- Epitelio cilindrico
- Zona di Trasformazione Normale
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REPERTI COLPOSCOPICI ANORMALI
GRADO 1 (G1) * |
- Epitelio aceto-bianco piatto
- Epitelio aceto-bianco micropapillare o microconvoluto
- Mosaico regolare
- Puntato regolare
- Leucoplachia sottile
- Area iodonegativa
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REPERTI COLPOSCOPICI ANORMALI
GRADO 2 (G2) * |
- Epitelio aceto-bianco spesso (piatto,
micropapillare o microconvoluto)
- Mosaico irregolare
- Puntato irregolare
- Leucoplachia spessa
- Vasi atipici
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COLPOSCOPIA INSODDISFACENTE |
- Giunzione squamocolonnare non visualizzata
- Infiammazione grave
- Atrofia grave
- Cervice non visibile
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REPERTI MISCELLANEI |
- Micropapille non acetoreattive
- Condiloma esofitico
- Infiammazione
- Atrofia
- Ulcerazione
- Altri
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* Specificare se la lesione è
dentro o fuori la zona di trasformazione |
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fonte: La
colposcopia in Italia anno XIX dic. 2002 SICPCV
mod. www.colposcopiaitaliana.it |
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Tab.5 Classificazione colposcopica
internazionale I. F.C. P. C. 2002 |
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REPERTI COLPOSCOPICI
NORMALI |
- Epitelio pavimentoso originario
- Epitelio cilindrico
- Zona di Trasformazione Normale
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REPERTI COLPOSCOPICI
ANORMALI |
- Epitelio aceto-bianco-piatto
- Epitelio aceto-bianco ispessito*
- Mosaico regolare
- Mosaico irregolare*
- Puntato regolare
- Puntato irregolare*
- Area parzialmente iodocaptante
- Area iodonegativa*
- Vasi atipici*
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COLPOSCOPIA
INSODDISFACENTE |
- Giunzione squamocolonnare non
visualizzata
- Infiammazione grave
- Atrofia grave
- Cervice non visibile
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REPERTI MISCELLANEI |
- Condiloma esofitico
- Cheratosi
- Erosione
- Infiammazione
- Atrofia
- Deciduosi
- Polipi
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*Modificazioni maggiori |
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fonte: La
colposcopia in Italia anno XIX dic. 2002
SICPCV
www.colposcopiaitaliana.it
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Le
classificazioni colposcopiche sono valutazioni del grado
delle alterazioni morfologiche (Grading Findings),
il cui fine è quello di correlare la lesione osservata
ad un quadro cito-istologico. Di tale grading se
ne sono occupati i più famosi studiosi come
Burghardt, Dèxeus, Kolstad, Stafl, Maclean,
Coppleson,
Pixley,
Reid, Scalzi,
Coupez,
Mossetti,
ecc.
Uno schema semplificato dei parametri statici
e dinamici utilizzati per correlare la lesione ad una
aspettativa di grado più o meno elevato di potenziale
neoplastico è visibile visionando il
grading
colposcopico.
La valutazione del grading, che spesso si esprime in
punteggi, non è perfettamente standardizzata dato che la
valutazione di alcuni parametri può essere soggettiva.
Di fatto, comunque, il colposcopista esprime sempre il
suo giudizio basandosi principalmente su di essi. |
Uso della soluzione
di Lugol o test di Schiller. Nel 1928 il
patologo viennese Walter Schiller introdusse
il test di Lugol o test di Schiller.
Egli notò che questa soluzione colorava il
normale epitelio della cervice uterina con
una tonalità mogano scura, cosa che non
accadeva per l'epitelio "atipico" e
carcinomatoso. La soluzione di Lugol era
stata formulata molti anni prima dal medico
parigino J.G.A. Lugol che la utilizzava per
la terapia topica della scrofula
tubercolare. Bisogna precisare che il test
di Schiller non fu ideato come tempo della
colposcopia, ma fu utilizzato solo come
complemento nell'ispezione clinica; quindi
inizialmente si pose come alternativa
diagnostica alla colposcopia. Anche se tale
test non presenta alta specificità, esso
conserva egualmente il suo utilizzo: per
meglio identificare alcune lesioni virali da
HPV; per svelare alcune aree non svelabili
con l'acido acetico (Area iodochiara
acetomuta); per meglio evidenziare i margini
delle lesioni (netti o sfumati) ed
effettuare biopsie (migliore identificazione
dell'area da bioptizzare con il quadro :"
two lesions in one ") e terapie mirate; per
valutare l'impregnazione estrogenica; per
osservare colorimetricamente lo stadio di
maturazione dell'epitelio metaplasico di
riparazione e quindi valutarne l' "età" o
l'effetto di terapie topiche. E' da
sottolineare come l'area iodonegativa nella
classificazione colposcopica del 2002 è
considerata un reperto colposcopico di grado
maggiore (intesa come area iodonegativa
intensamente acidofila), mentre l'area
parzialmente iodocaptante un reperto
colposcopico di grado minore. Ne consegue
che tale tempo della colposcopia non deve
essere ignorato. Sembrerebbe che l'effetto
cromatico della soluzione di Lugol, nel
normale epitelio pavimentoso, sia legato
alla presenza di glicogeno intracellulare
(la colorazione è tanto più intensa quanto
più è presente tale molecola) la cui
concentrazione è a sua volta direttamente
legata alla presenza di estrogeni. Per tutte queste
motivazioni credo sia sempre utile
rispettare questo tempo. Oggi la soluzione iodoiodurata, impiegata comunemente, è
composta da iodio metallico (1gr.), ioduro
di potassio (2gr.) in 100 ml di acqua
distillata. Questa composizione è quella
proposta dalla farmacopea francese e
corrisponde alla "soluzione iodoiodurata forte". Esiste una composizione
diversa corrispondente alla "strong iodine
solution" della farmacopea americana e la "lugol's
solution" della farmacopea inglese in cui la
composizione è la seguente: iodio metallico
(5gr), ioduro di potassio (10gr) ed acqua
distillata (100 ml). In considerazione della
ottima resa della soluzione della farmacopea
francese, ed anche per evitare possibili
reazioni avverse, molti la preferiscono. La
seconda formulazione è proposta e visibile
presso il sito dell'
I.A.R.C.
che consiglio di visitare e dove è riportata
la composizione della soluzione emostatica
di Monsell.
Anche se la
colposcopia rappresentava un appetibile
pianeta scientifico da esplorare, al suo
esordio non ne seguì l'aspettata diffusione.
Le motivazioni sono da ricercare in diverse
ragioni: le prime pubblicazioni, anche se
numerose, erano in lingua tedesca ed il test
di Schiller si pose inizialmente come
contrapposta alternativa; ma la ragione
determinante fu l'avvento del II° conflitto
mondiale, inizialmente per l'evento in se
stesso, e successivamente per l'avversione
per tutto quello che era legato alla
Germania nazista. Nel 1943, inoltre, George
Papanicolau ideò la citologia cervico-vaginale o
PAP TEST che per motivazioni di
costi e forse per ragioni "politiche", fu
erroneamente contrapposto alla colposcopia
che ebbe così una ulteriore battuta di
arresto. Solo la grande passione, fede e
caparbietà di alcuni studiosi permisero che
il tempo desse alla colposcopia il meritato
ruolo nella diagnostica ginecologica. I
primi paesi in cui fu ampiamente utilizzata
furono i paesi dell'America latina, perchè
lì non solo molti studiosi tedeschi
trovarono rifugio dopo il conflitto
mondiale, ma perchè stretti legami di
collaborazione scientifica erano già
consolidati.
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Alcune
fra le date più significative.
A seguire
si riportano alcune fra le date più importanti
nella storia della colposcopia. Il primo storico
corso di colposcopia fu tenuto dallo stesso
Hinselmann nel 1951 in Brasile a Porto Alegre.
In Italia nel 1940 Cattaneo tradusse in lingua
italiana la "Introduzione alla colposcopia"
di Hinselmann. Le tappe successive furono segnate
da importanti eventi che attestarono l'affermazione
della colposcopia. Nel 1939 Gustave Mestwerdt
all'età di 29 anni pubblica il suo primo lavoro
sulla colposcopia: Im 6. Jahr unserver kolposksopischen
Krebssprenchstunde. Zbl. Gynak. 63 (1939) 2299-2305.
Egli fu anche autore di uno splendido atlante
di colposcopia (Atlas der Kolposkopie. Saunders
ed.) in collaborazione con Moll, Wagner, Kolb
e Wespi pubblicato nel 1949. Secondo notizie
storiche, Mestwerdt conservò gelosamente a Barmbek
il primo colposcopio utilizzato da Hinselmann
riportato nella foto. Nel
1939 H. Kraatz utilizza il filtro verde per
l'osservazione della trama vascolare. Il principio
dell'utilità del filtro verde, successivamente
ne sono stati utilizzati di altri colori, è
molto semplice e consiste nella fusione del
colore rosso del vaso sanguigno con il verde
del filtro da cui si genera una nuova tonalità
tendente al nero, che esalta, risaltando sullo
sfondo, il disegno vascolare. E' importante
sottolineare che la visione della componente
vascolare va effettuata dopo detersione con
soluzione fisiologica e prima dell'applicazione
di acido acetico. Nel
1946 H.J.Wepsi pubblica " Enstehung und
Fruherfassung des Portio carcinoms" Benno-Schwabe
Verlag, Basel. Antoine introduce la colposcopia
in Austria
e getta le basi per la colpomicroscopia nel
1949. Nel 1952 Hans Limburg pubblica “Die Frühdiagnose
des Utruscarcinorms”. Nello stesso
anno Palmer introduce la tecnica in Francia
e si inizia a praticarla in Italia. Sempre nel
1952, al congresso di Argel, Funk-Brentano e
De Wattewille focalizzarono l'importanza della
colposcopia nella " Diagnosi precoce del
cancro del collo dell'utero". Nel 1954,
in Italia, vennero pubblicati trattati colposcopici
da Masciotta (1954), Mosetti e Russo (1962)
ed in Francia da Bret e Coupez (1960).
Nel 1955 Lewis Scheffey, Karl Bolten e Warren
Lang pubblicano “Colposcopy: Aid in Diagnosis
of Cervical Cancer” in Obstetrics and Gynecology.
Nel 1957 A.J.Bret pubblica “Role de la Colposcopie
dans le Dépistage du Cancer du Col au Cancer
au Cours de la Grossesse” in Le Semaine des
Hôsopitqux,33 année, 72/8. Warren Lang
in Philadelphia , Pensilvania, pubblica “Cytologic
and Histologic Correlation of Colposcopy Findings”
in Gynecology and Obstetrics. Il 17 maggio 1958
a Rio de Janeiro viene fondata la società brasiliana
di colposcopia. Nel 1964 viene fondata la società
argentina ed americana. Nel 1970 viene fondata
la società australiana che vide Pixley, tra
i soci fondatori. Quest' ultimo, oltre ad essere
ricordato per la sua grande simpatia, fu ideatore
con Coppleson del concetto del grading delle
lesioni colposcopiche; fu inoltre autore di
splendide colpofotografie. Nel 1972 a
novembre a Mar de Plata
in Argentina si tiene il primo Congresso
mondiale di colposcopia
e patologia della cervice uterina ed in pratica
si da vita alla International Federation for
Cervical Pathology and Colposcopy (IFCPC). Questo
congresso diede un importante input alla costituzione
di nuove società. Nello stesso anno fu ufficializzata
la società tedesca. Altro congresso mondiale
di grande importanza fu tenuto a Gratz
nel 1975 presieduto da E. Burghardt. Nello stesso
anno, ad agosto, nacque la società giapponese
e nel 1977 la società francese. La società
italiana di colposcopia e patologia cervicovaginale
(SICPCV) ha vita il primo di agosto nel 1980
a S. Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno). Nel
1987 viene fondata la società spagnola, nel
1990 la società messicana e nel 1992 a
Buenos Aires la federazione latinoamericana
di patologia del tratto genitale inferiore e
colposcopia, cui fanno parte la società argentina,
brasiliana, cilena, uruguaiana e messicana.
Oggi ogni nazione ha una sua società di colposcopia
e si tengono numerosi incontri in tutto il mondo.
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Anche
se ha cercato di essere quanto più preciso possibile,
certamente queste pagine conterranno dati correggibili;
pertanto sarò felice di accettare correzioni
e scambiare informazioni. Voglio ringraziare
la Dott.
ssa M.B. Soza,
gentile collega,
da cui ho attinto molte delle preziose informazioni
contenute in questo sito, visionabili sul sito
web www.gineconet.com
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Bibliografia e letture consigliate:
Atlante di colposcopia di E.
Burghardt Ed. Masson
Atlas of colposcopy di Mestwerdt,
Moll, Wagner-Kolb, Wepsi Ed. W. B.
Saunders company
Colposcopia e fisiopatologia
cervicale M. Peroni Ed. Poli
Diagnosi precoce della neoplasia
cervicale: attualità e prospettive
Ed.Cervical medicine publishing
La linea interpretativa della
colposcopia G. De Virgilis Ed. W.
Pabisch
Lesioni precancerose del basso
tratto genitale A. Singer, J.M.
Monaghan Ed. CIC edizioni
internazionali
Manuale di colposcopia e
patologia del tratto genitale
inferiore Ed. Masson
Testo atlante di colposcopia J.M.
Carrera , S. Dexeus Jr., F. Coupez
Ed. Piccin
Il grading colposcopico nella
storia della colposcopia M. Peroni
da Atti del XVII congr. naz. SICPCV
2004
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